MENTHORAI

Le domande che ci fanno le famiglie. Con le risposte vere.

Nessuna risposta di circostanza: quello che leggete corrisponde a come la piattaforma è costruita. Anche il modo di rispondere viene dal nostro Credo: niente promesse gonfiate, e la franchezza di dire anche ciò che non facciamo. Se una domanda manca, scriveteci: info@menthorai.ai.

Che cos'è MENTHORAI

Che cos'è MENTHORAI?

È un tutor per lo studio, basato su intelligenza artificiale, costruito apposta per ragazze e ragazzi con Disturbi Specifici dell'Apprendimento, e in particolare per le persone con dislessia. Non dà la risposta pronta: aiuta lo studente ad arrivarci da solo, un passo alla volta, lavorando sul materiale vero della sua classe.

Per chi è pensato?

Per studenti dai 5 ai 18 anni: dai primi anni di scuola fino alla maturità. Va bene anche per bambini che mostrano difficoltà ma non hanno ancora una certificazione. Per i minorenni l'account lo apre e lo gestisce un genitore; chi ha già 18 anni si registra da solo.

Serve una diagnosi per usarlo?

No. Non chiediamo la diagnosi e la piattaforma funziona per qualunque studente. Se volete, potete indicare il tipo di disturbo — è facoltativo e richiede un consenso a parte — ma sappiate una cosa: quel dato non viene comunque usato per cambiare le lezioni. Il tutor si adatta a come lo studente risponde, alla sua fascia d'età e al materiale che carica. Mai a un'etichetta clinica.

MENTHORAI sostituisce l'insegnante, il tutor o il logopedista?

No, e non vuole farlo. Lavora a casa, nello studio di ogni giorno, accanto a insegnanti, famiglie e specialisti — mai al loro posto. Non è uno strumento medico e non fa attività sanitarie: è uno strumento per studiare.

MENTHORAI dà voti o giudizi sullo studente?

No, mai. Non fa diagnosi, non dà punteggi, non costruisce profili del ragazzo. È una scelta di progettazione, non una promessa: il sistema è fatto in modo da non poterlo fare.

Come funziona

Come si svolge una lezione?

Lo studente fotografa o carica le pagine da studiare: il libro, le dispense, anche gli appunti scritti a mano. Il tutor le trasforma in una spiegazione a piccoli passi, dal più semplice al più impegnativo, e a ogni passo controlla che il concetto sia chiaro con una domanda a risposta multipla. Alla fine, quando lo studente ha capito, arriva la mappa concettuale da portare con sé. La mappa è il traguardo, non la scorciatoia.

E se lo studente sbaglia?

Il tutor non dice «sbagliato» e non passa oltre: rispiega il concetto in un altro modo e propone un nuovo tentativo. Mai un giudizio. La regola della casa è questa: se la risposta non è giusta, è la spiegazione che non era abbastanza chiara — e tocca al tutor rifarla meglio, non allo studente scusarsi.

Le lezioni vengono da contenuti già pronti?

No, mai. Ogni lezione nasce solo dal materiale che lo studente carica. Quello che studia su MENTHORAI è esattamente quello che gli hanno assegnato a scuola — non un programma generico che somiglia al suo.

Su quali materie funziona?

Sulle materie di studio: si carica il capitolo di storia come quello di fisica, e il tutor costruisce il percorso su quello. E quando nella lezione compaiono brani in lingua straniera — inglese, francese, tedesco o spagnolo — a leggerli è la voce di un tutor madrelingua: lo studente ascolta la pronuncia e l'intonazione corrette, e allena l'orecchio mentre studia.

Su quale metodo si fonda?

Su un metodo nostro, il Protocollo 6 con la tecnica BLIP, depositato alla SIAE: in pratica, un modo preciso di scomporre gli argomenti difficili in passi piccoli e verificare la comprensione a ogni passo. È sviluppato con la collaborazione clinica del Centro Phare Psychè e la consulenza scientifica della Dott.ssa Barbara Letteri; MENTHORAI è membro della European Dyslexia Association. Le ricerche su cui ci basiamo sono pubblicate, con le fonti, nella pagina Metodo e ricerca.

Come funzionano le mappe concettuali?

Ogni lezione si chiude con la sua mappa: costruita su quel materiale e su quel percorso, non presa da un modello standard. E arriva alla fine per una ragione precisa: la mappa è il risultato dell'aver capito, non una scorciatoia per non capire — che è esattamente la funzione che la legge 170 assegna agli strumenti compensativi. Lo studente la salva sul suo dispositivo, la stampa, la porta con sé: per il ripasso, per l'interrogazione, per la verifica.

Lo studente sa che sta parlando con un'intelligenza artificiale?

Sì, sempre. La piattaforma glielo dice chiaramente, con parole adatte alla sua età, come richiede la normativa europea sull'intelligenza artificiale. Il tutor non finge mai di essere una persona.

Lo studente può ascoltare il testo?

Sì. La voce che legge è integrata e si può scegliere: Ric, voce maschile, o Valentina, voce femminile. La velocità si regola in qualunque momento della lezione, per trovare il ritmo giusto di ciascuno. Non è una «modalità speciale» da attivare: è il funzionamento normale.

Come viene aiutato a leggere uno studente con dislessia?

Con una pagina che si adatta a lui, non il contrario. Lo studente sceglie il carattere che legge meglio tra quelli proposti, ne regola la dimensione e il colore, allarga lo spazio tra le righe e tra le lettere, e cambia anche il colore dello sfondo su cui il testo appare. Ogni regolazione si fa in ogni momento, e la piattaforma la ricorda. È tutto pensato per una cosa sola: che leggere costi meno fatica.

Cosa sono le icone accanto alle parole?

Sono ancore per la memoria: piccole immagini che accompagnano i concetti chiave e aiutano ad agganciare le parole a qualcosa che si vede. Per molti studenti con DSA il canale visivo è quello forte, e le ancore lo mettono al lavoro. Anche loro si regolano: dimensione e colori li sceglie lo studente.

Si può interrompere e riprendere?

Sì: la lezione si salva e si riprende un altro giorno, dal punto in cui si era arrivati.

Per iniziare

Da quando è disponibile?

Dal 15 settembre 2026. Fino ad allora si può lasciare la propria email sulla piattaforma: vi avviseremo noi il giorno dell'apertura.

Come si prova?

Con 7 giorni gratis, senza inserire la carta di credito. La carta viene chiesta solo se, finita la prova, decidete di abbonarvi.

Chi apre l'account?

Per uno studente minorenne, un genitore o chi ne fa le veci: dà i consensi e resta il titolare dell'account. Uno studente maggiorenne fa tutto da solo.

Cosa serve per usarlo?

Un computer o un tablet, un browser e una buona connessione: non si installa niente. Il telefono invece lo sconsigliamo, e ve lo diciamo con franchezza: uno schermo così piccolo taglia la pagina, stanca gli occhi e la testa, e non lascia lavorare le regolazioni di lettura — caratteri grandi, spazio tra le righe — che per uno studente con DSA sono metà del metodo.

Prezzi

Quanto costa?

45 euro al mese, oppure 450 euro per un anno intero — che è come pagare dieci mesi: due sono inclusi. Si può disdire quando si vuole, senza vincoli.

Ci sono limiti al numero di lezioni?

No. L'abbonamento consente un uso pieno e senza limiti, nell'ambito di un utilizzo personale e familiare ordinario: si studia quanto serve, tutti i giorni se serve. Non ci sono costi nascosti né tariffe a consumo: il prezzo è quello, e basta. L'unica regola è di buon senso, scritta nelle condizioni d'uso: un abbonamento vale per uno studente e l'account non si condivide. Solo davanti a evidenze verificate di un uso straordinariamente fuori dall'ordinario contatteremmo chi ha sottoscritto l'abbonamento — per capire insieme, non per addebitare: prima di tutto per verificare che la piattaforma stia funzionando correttamente. Siamo e saremo trasparenti: se mai dovesse servire una soglia di equità, la comunicheremmo pubblicamente prima, e non varrebbe mai per il passato.

Come si disdice?

Da soli, in un minuto, dall'area del genitore: nessuna email da scrivere, nessuna telefonata. Con la disdetta normale l'accesso resta attivo fino alla fine del periodo già pagato. E nei primi 14 giorni dall'abbonamento vale il diritto di recesso: si annulla tutto e si viene rimborsati.

Ho più di un figlio: c'è qualcosa per me?

Sì. Per il secondo figlio c'è un'offerta dedicata — 15 euro al mese o 150 l'anno — che si attiva dall'area del genitore già abbonato. I disturbi dell'apprendimento ricorrono spesso nella stessa famiglia, e una famiglia che sostiene due percorsi non deve pagare due volte il prezzo pieno.

Perché questo prezzo?

Un tutor specializzato in presenza costa a molte famiglie di più in una settimana che MENTHORAI in un mese. E c'è un impegno in più: MENTHORAI è una Società Benefit, e l'accessibilità del prezzo è messa nero su bianco tra le finalità della società — non è una promessa di marketing.

Ci sono pubblicità? Vendete i dati?

No e no. Si paga l'abbonamento e basta: niente pubblicità, nessun dato venduto a nessuno. E non abbiamo alcun interesse a tenere vostro figlio incollato allo schermo più del necessario: finita la lezione, finito.

Dati e sicurezza

Come è protetto mio figlio mentre la usa?

Con il modo in cui la piattaforma è costruita, prima ancora che con le regole. Durante la lezione non esiste una casella dove scrivere liberamente: lo studente risponde toccando le opzioni proposte. Così è la struttura stessa a impedire che finiscano nel sistema dati personali o contenuti inappropriati — non un filtro che potrebbe sbagliare.

Quali dati raccogliete sullo studente?

Il minimo indispensabile, e ognuno per una ragione precisa. Il nome di battesimo — mai il cognome — serve a una cosa sola: rendere naturale il dialogo, così il tutor può chiamare lo studente per nome. L'età viene chiesta una volta ma non viene conservata: si trasforma subito in una fascia d'età (ad esempio 9–12 anni) che serve solo a calibrare il linguaggio delle spiegazioni. Le regolazioni di lettura preferite vengono memorizzate perché non si debbano rifare a ogni accesso. Il tipo di disturbo si indica solo se la famiglia lo desidera, ed è facoltativo. Il codice fiscale serve un istante, per controllare che l'età dichiarata sia vera: non viene salvato da nessuna parte. E niente di ciò che viene raccolto serve ad altro: nessuna pubblicità, nessun profilo, nessun dato rivenduto.

Il materiale caricato che fine fa?

La foto o il PDF originale viene letto e subito scartato: non viene mai salvato. Se lo studente salva una lezione per riprenderla, conserviamo solo la spiegazione elaborata — non il documento. Le lezioni restano disponibili per 6 mesi, facili da ritrovare quando servono; poi si cancellano da sole. E quello che merita di restare, resta allo studente: il testo di quanto inviato, il riassunto e le mappe concettuali si possono salvare sul proprio computer o tablet, e mappe e riassunti si possono anche stampare direttamente.

I dati di mio figlio arrivano alle aziende di intelligenza artificiale?

Quelli che lo identificano, no — mai. Prima di inviare qualcosa ai modelli, il nome viene tolto e sostituito con un'etichetta neutra; il sistema esterno riceve il testo da spiegare e sa soltanto che sta parlando con uno studente di una certa fascia d'età — un'informazione che serve a una cosa sola: adattare il linguaggio della lezione. Mai il nome, mai il cognome, mai la data di nascita. E i fornitori non conservano nulla e non possono usare quei contenuti per addestrare i loro sistemi: è scritto nei contratti che abbiamo firmato con ciascuno.

Dove stanno i dati?

Nell'Unione Europea. Dove un fornitore ha sede fuori dall'Europa, il trattamento è coperto dalle garanzie che il GDPR richiede, con contratti firmati caso per caso. Abbiamo un Responsabile della protezione dei dati: si scrive a dpo@menthorai.ai, e risponde.

Il genitore può vedere cosa fa il figlio sulla piattaforma?

No, ed è una scelta fatta apposta. Il genitore apre l'account, dà i consensi, gestisce l'abbonamento — ma le lezioni, le risposte e il percorso restano dello studente. Capiamo bene la curiosità di un genitore di sapere come sta andando il figlio. Ma MENTHORAI è costruito per non giudicare e non dare voti, e per coerenza non produce nemmeno report o pagelle sull'attività dello studente: se il tutor diventasse uno strumento di controllo, non sarebbe più un posto dove si può sbagliare senza che nessuno guardi — ed è proprio lì che uno studente con DSA ricomincia a provarci. È anche la scelta più in linea con le regole europee, che vietano di usare questi sistemi per valutare gli studenti. Come va a scuola resta una conversazione tra voi, vostro figlio e i suoi insegnanti: noi diamo lo strumento, non il rapporto.

Scuola e famiglia

È compatibile con il PDP?

Sì. Il PDP — il Piano Didattico Personalizzato che la scuola prepara per gli studenti con DSA — prevede strumenti compensativi, e MENTHORAI lavora esattamente in quella logica: la legge 170 del 2010 dice che questi strumenti devono sostenere lo studio, non sostituire la comprensione. Per questo da noi la mappa concettuale arriva alla fine del percorso, quando lo studente ha capito — non al posto del capire.

Devo dirlo alla scuola?

Non è obbligatorio: MENTHORAI si usa a casa, come un tutor privato. Ma parlarne con gli insegnanti è una buona idea, e noi lo incoraggiamo: quando casa e scuola lavorano nella stessa direzione, lo studente lo sente.

Garantite voti migliori?

No — e diffidate di chi lo promette. MENTHORAI lavora sulla comprensione: è da lì che i voti possono migliorare, anche se i fattori in gioco sono tanti. E c'è una cosa che le evidenze scientifiche riportano con chiarezza: a pesare su questi ragazzi non è tanto il disturbo in sé, quanto il sentirsi giudicati, non capiti nelle difficoltà di ogni giorno. Ecco cosa possiamo garantire, questo sì: MENTHORAI non giudicherà mai lo studente, non verrà meno al patto di fiducia, e sarà al suo fianco ogni volta che vorrà studiare — con l'attenzione e la premura di un tutor che conosce i suoi bisogni. È lì che lavoriamo: a togliere il peso del giudizio, un passo alla volta. L'abbiamo scritto nel nostro Credo, e vi invitiamo a leggerlo.

Chi c'è dietro MENTHORAI?

MENTHORAI S.r.l., start-up innovativa e Società Benefit con sede a Cagliari. L'hanno fondata manager con oltre trent'anni nel settore farmaceutico e della salute, e ci lavorano insieme il Centro Phare Psychè per la parte clinica, la Dott.ssa Barbara Letteri come advisor scientifico e NC8 come partner tecnologico. Tutto il resto è nella pagina Chi siamo.